Il Piano operativo per la sostenibilità (POS)

Qualsiasi azienda interagisce con il sistema economico, sociale, ambientale e culturale generando, nel contesto territoriale nel quale opera, ricadute positive ma anche impatti di diversa natura e consistenza.

L’impresa sostenibile assume il principio della “responsabilità sociale” come indirizzo strategico per la programmazione e la gestione operativa delle attività produttive e commerciali dall’impresa allo scopo di coniugare fattivamente la crescita economica, con l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente.

Lo sviluppo delle attività produttive e commerciali dell’impresa, dovranno essere implementate consapevolmente con l’obiettivo non solo di soddisfare e rispettare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andando oltre investendo di più nel capitale umano, nella sicurezza, nell’ambiente e nei rapporti con tutti i soggetti interessati dall’attività dell’impresa stessa.

Recenti studi dimostrano come i consumatori di tutto il mondo siano sempre più sensibili alla tematica della sostenibilità, e l’Italia non fa eccezione. Secondo recenti studi dell’Osservatorio Findomestic il 70% dei consumatori italiani dichiara di essere disposto a pagare di più per un brand “responsabile”, con un trend in netta crescita rispetto ai dati del 2014 che vedevano soltanto il 55% dei consumatori propensi a questa scelta.

La nostra società inizia a rispecchiare questo comportamento non solo nella scelta di acquisto di prodotti meno impattanti e più sostenibili ma anche attraverso comportamento sostenibili nella vita quotidiana. Sempre da questi recenti studi si riporta che:

  • il 43% degli italiani adotta comportamenti sostenibili per la salvaguardia dell’ambiente;
  • il 58% degli italiani dichiara inoltre di prestare attenzione alla raccolta differenziata
  • il 42% mette in atto comportamenti per ridurre al minimo i consumi;
  • il 23% limita l’utilizzo del riscaldamento e del condizionamento domestico;
  • il 17% preferisce muoversi in modo sostenibile.

Questi temi stanno diventando di fondamentale interesse per tutti i settori industriali, non solo da un punto di vista reputazionale ma anche da un punto di vista prettamente manageriale e di concorrenza sul mercato.

L’attenzione verso la sostenibilità non può più essere vista dagli imprenditori, come una sorta di regalo fatto alle collettività sulle quali le loro aziende impattano. Al contrario inserire il tema della sostenibilità all’interno dei loro processi decisionali è prima di tutto un regalo che fanno a loro stessi e ai bilanci delle loro aziende.

Il consumatore e recentemente anche il legislatore comunitario pretendono sempre più che le imprese siano responsabili dei loro prodotti e servizi dalla creazione fino alla fine del loro ciclo di vita. Per esempio le recenti normative sui rifiuti elettrici e sui pneumatici stanno facendo da apripista per l’introduzione di norme più restrittive e di responsabilità della fornitura in altri settori, come quello della plastica. Senza contare che le Pubbliche Amministrazioni si sono già attivate per ottenere una fornitura di beni e servizi meno impattanti e la stessa cosa sta accadendo nella supply chain delle aziende multinazionali.

In passato le aziende hanno operato in un contesto sociale non molto attento ai temi della sostenibilità. Lo stesso legislatore non poneva particolari obblighi sui temi della tutela dell’ambiente e del risparmio energetico. Discorso diverso se parliamo di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, se pur con alterne fortune, è un tema che non possiamo assolutamente considerare di recente trattazione.  La politica della polvere sotto il tappetto non è più perseguibile da un punto di vista giuridico e da un punto di vista economico. Solo a titolo di esempio, si pensi al tema delle passività ambientali. Un azienda, che decida di non verificare lo stato dell’ambiente del suo sito probabilmente inquinato al fine di posticipare i costi di messa in sicurezza operativa o bonifica del suo sito, sta seguendo un approccio manageriale di fatto anti-economico.  L’inquinamento provocato può estendersi ulteriormente, facendo aumentare i costi del ripristino e magari potrebbe anche provare danni alla salute. L’inazione, rispetto all’inquinamento provocato, può generare da parte dell’autorità giudiziaria, azioni di natura penale contro il management aziendale e a determinate condizioni direttamente contro l’azienda (responsabilità amministrativa degli enti D.lgs. 231/2001). Gli accadimenti appena menzionati su una realtà produttiva possono avere conseguenze estremamente aleatorie e gravi. L’applicazione di misure cautelari da parte della magistratura possono portare al fermo delle attività, con tutte quello che ne consegue da un punto di vista commerciale (perdita di fette di mercato).

Sempre per rimanere nel campo degli esempi, i quali a volte hanno una capacità esplicativa di grande efficacia, parlando del tema dei consumi energetici, efficienza energetica e riduzioni di emissioni di CO2 in atmosfera, dal 2020 una serie di comparti industriali dovranno affrontare il terzo periodi di impegno sul mercato di quote di CO2. A differenza che nel passato, le quote di CO2 distribuite gratuitamente ai settori soggetti all’Emission trade scheme saranno un numero molto limitato ed è atteso un prezzo per Ton/eq di CO2 di 40 Euro. Detto ciò, le aziende che non avranno affrontato in tempo il tema della riduzione delle emissioni di CO2 nei loro processi produttivi andranno in contro ad un esborso di risorse finanziarie assolutamente importante.

Quello che si vuole sottolineare con gli esempi appena descritti è che le imprese che non prenderanno in considerazione i temi della sostenibilità con il giusto approccio sono destinate ad andare in difficoltà prima di tutto da un punto di vista economico.

La sostenibilità come percorso di crescita

Per le imprese che intendono avviare un percorso di crescita basato sull’innovazione e la sostenibilità d’impresa, Ecoman in collaborazione con un team di esperti di Accuracy, ha individuato uno specifico supporto metodologico il POSPiano Operativo di Sostenibilità”.

La sostenibilità di una impresa e la sua competitività sul mercato, dipendono da come una azienda gestisce e gestirà in futuro i temi:    

  • Salute e Sicurezza,
  • Ambiente,
  • Energia,
  • Gestione delle risorse, dei rifiuti ed economia circolare,
  • Sociale, di rispetto dei diritti umani e la presenza sul territorio,
  • Lotta contro la corruzione attiva e passiva.

In estrema sintesi il POS permette di sviluppare un percorso di crescita sostenibile sfruttando l’opportunità di avviare iniziative tese a migliorare le performance gestionali, del consumo di risorse, energetiche, ambientali, della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sociali.  Stiamo quindi parlando di azioni che integreranno la realtà imprenditoriale nel territorio nel quale opera, e che nel contempo, consentono nel medio lungo periodo di migliorare i risultati economici e il valore dell’azienda, facendo ricorso in particolare all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione.      

Valutazione Preliminare della Sostenibilità (VPS)

Prima di poter implementare il POS bisogna effettuare una serie di attività di verifica da svolgere all’interno dell’apparato produttivo e amministrativo dell’azienda. Lo screening verrà effettuato sulle seguenti tematiche:

  1. Verifica della compliance normativa e di eventuali prescrizioni
  2. Ricognizione delle policies aziendali
  3. Ricognizione dei consumi energetici
  4. Verifica della corretta gestione dei rifiuti e degli impatti ambientali
  5. Ricognizione degli investimenti effettuati in tecnologia ed efficientamento energetico
  6. Acquisizione dei bilanci di esercizio degli ultimi 3 anni ed eventuali dichiarazioni allegate
  7. Verifica dell’esistenza di certificazioni e modelli già adottati
  8. Verifica dell’esistenza di un piano di formazione e di un piano di comunicazione interna ed esterna
  9. Ricognizione dell’attuale grado di sostenibilità dell’intera catena di fornitura
  10. Ricognizione dell’attuale grado di materialità e stakeholder engagement

Piano Operativo di Sostenibilità (POS)

I dati e le informazioni acquisite nel VPS serviranno per elaborare il POS. Il POS è lo strumento metodologico ed operativo che permetterà alle imprese di individuare le future azioni da intraprendere. Pertanto il POS deve essere necessariamente sviluppato sulla specifica realtà produttiva dell’azienda, prendendo in considerazione la dimensione organizzativa, i processi produttivi, la rilevanza delle interazioni ambientali e le nuove opportunità di business.

Il POS individuerà, seguendo un criterio della priorità e della convenienza attuativa, le linee di indirizzo principali delle azioni e degli interventi da effettuare nell’azienda:

  1. Politiche per la sostenibilità
  2. Obiettivi per la sostenibilità
  3. Procedure per la sostenibilità
  4. Proposte diversificate di investimenti in tecnologie efficienti, innovativi e sostenibili
  5. Proposte diversificate di efficientamento del ciclo produttivo e delle strategie di gestione aziendale
  6. Proposte diversificate di efficientamento energetico, inclusi gli edifici e parco auto aziendale
  7. Procedure per la mitigazione degli eventuali impatti nell’ambiente di lavoro e nell’ambiente di vita
  8. Business plan (BP) pluriennale con differenti proposte di investimenti e loro redditività
  9. Una strategia di comunicazione e marketing del processo di sostenibilità
  10. Un bilancio di sostenibilità ed eventualmente della dichiarazione non finanziaria

Flowchart dell’impresa sostenibile

 

Conclusioni

Non c’è dubbio, che negli ultimi anni il tema della sostenibilità, nella sua accezione più ampia, abbia avuto un gran risalto sugli organi di informazione. Tutto questo ha aumentato la sensibilità dell’opinione pubblica su questi temi, si pensi soltanto al warning cambiamenti climatici. Anche il mondo industriale ha dimostrato una nuova sensibilità su questi argomenti, ma se ci è permesso dirlo, non in modo strutturale. 

Non basta comunicare attraverso cartelloni e schermate multimediali che l’impresa è “sostenibile” o attraverso improbabili indicatori di sostenibilità che indicizzano i progressi fatti dall’azienda su queste tematiche e che puntualmente sono solo positivi. Al consumatore si segnala che il consumo di carta interno è stato sostituito attraverso la digitalizzazione o con l’utilizzo di carta da fonti rinnovabili e che attraverso fondi pubblici si è realizzato un tetto fotovoltaico sul parcheggio aziendale, ma poi l’impresa fa ancora fatica a rispettare la normativa attualmente in vigore con impianti costruiti senza una valutazione di impatto ambientale o con una mancanza di conoscenza sul reale inquinamento prodotto, etc …

Il rispetto della normativa deve essere dato per scontato, non perché si temono sanzioni amministrative e penali, ma perché l’essere in compliance è economicamente vantaggioso. Andare oltre la compliance normativa vuol dire iniziare un vero percorso di sostenibilità. Che in fondo altro non è, che lavorare per anticipare i tempi, per fare in modo volontario quello che ci verrà chiesto nel breve-medio periodo dal mercato o in modo coercitivo dal legislatore.

E’ chiaro che attivare un tale percorso può essere impegnativo per qualunque azienda, ma è importante capire che, come tutti gli investimenti che comportano un cambio di paradigma, devono necessariamente essere affrontati per gradi.

Il primo passo non può che è essere una Valutazione Preliminare della Sostenibilità aziendale. Fatto ciò, sulla base dei risultati ottenuti, il management aziendale potrà decidere come andare avanti e se andare avanti, perché lo screening iniziale potrebbe anche evidenziare una situazione che non richieda interventi particolari.

Il percorso di sostenibilità deve rappresentare l’opportunità per valutare e se del caso avviare iniziative tese a migliorare le performance energetiche, ambientali, e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.  Stiamo quindi parlando di azioni che integreranno la realtà imprenditoriale nel territorio nel quale opera, e nel contempo ne consentano nel medio lungo periodo di migliorare i risultati economici e il valore dell’azienda. 

Avv. Paolo Cecchetti

Ing. Costantino Lato

Dott. Thomas Blasi    

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